The Post-Material Archive 01

The Post-Material Archive 01
installazione di Elisa Capucci
a cura di marte
5 - 15 giugno 2025
COSMOGRAFIE Festival
a cura di Nebula aps
Artificerie Almagià, Ravenna
marte, via Sant'Alberto 19, Ravenna
The Post-Material Archive 01 è il titolo dell’installazione site-specific di Elisa Capucci. L’artista è stata invitata da marte all’interno del festival COSMOGRAFIE, curato da Nebula aps, organizzato presso Artificerie Almagià durante il 5 e 6 giugno 2025, con la proposta di realizzare un ambiente che potesse dialogare con il paesaggio scenografico, terroso e destabilizzante, di ULTRAUMANO, la durational performance di Nicola Galli visibile in quei giorni. Il lavoro è stato trasferito nello spazio di marte per prolungarne la fruizione.
Si tratta del primo lavoro di una serie – The Post-Material Archive Series – che appartiene a una più ampia ricerca ispirata alla filosofia neo-materialista indagata in chiave scultorea, ponendo la pratica scultorea e i processi a cui essa è legata come campo di negoziazione tra l’intenzione umana e la resistenza della materia.
L’installazione prende vita attraverso una visione diffrattiva che intreccia elementi visivamente riconducibili al mondo organico e soggetti industriali di scarto, suggerendo nuove forme di ibridazione materiale. Nei punti di collisione tra materie, tanto eterogenee quanto interconnesse, emergono incontri che generano complessità e variazioni materiche.
La pratica artistica di Capucci nasce da una riflessione intorno all’approccio utilitaristico della storia dell’essere umano, che ha ridotto la materia a mero strumento per la realizzazione dei propri scopi produttivi, contribuendo al deterioramento dell’ambiente e a processi di sovrapproduzione. La specie umana è diventata padrona delle iper-strutture urbane e industriali, provocando una graduale ma inesorabile alienazione tra persona e materia.
Il progetto invita a riflettere su come gli oggetti complessi, componenti urbani e industriali, influenzino la vita, le scelte e la percezione di chi guarda, mettendo in discussione l’eccesso tecnico-produttivo contemporaneo. Nella pratica di Capucci la materia si fa agente profondamente attivo, dotata di qualità autonome e capacità trasformative alla stregua del corpo umano. La scultura diventa dunque una pratica per relazionarsi con la materia spogliata delle sovrastrutture.
Assenti i riferimenti visivi immediati per leggere la realtà che si costruisce davanti agli occhi del pubblico, The Post-Material Archive 01 genera sensazioni di disorientamento e turbamento, alimentando la creazione di un universo parallelo, umano-non umano-ultraumano.
Il lavoro si compone di vari elementi scultorei realizzati con oggetti di scarto industriale e edile, materiali organici, sabbie, cementi, così come materiali tradizionalmente associati alla scultura, quali resine e siliconi. Questi lavori sono installati su una struttura modulare in ponteggio industriale, che richiama l’estetica dell’archivio e del cantiere aperto: spazi in continua riflessione e costruzione, transizione e accumulo.
Attraverso la compresenza di elementi naturali e industriali, l’installazione esplora il rapporto dialettico tra ambiente e artificio, materia viva e materia manipolata. L’installazione invita a riconsiderare la propria relazione con il paesaggio urbano e le strutture – architettoniche, produttive, economiche – che lo regolano, stimolando una percezione più attenta e critica nei confronti della materialità circostante.